I nostri cari nonni: i 10 migliori progetti italiani

Ce lo dicono numerose ricerche: nei prossimi anni, gli anziani saranno sempre di più. Pensate che, attualmente, la media di figli per donna in Italia è di 1,42 (leggermente al di sotto della media europea di 1,58), e che le persone oltre i 65 anni di età passeranno da rappresentare il 19,5% della popolazione odierna, ad essere il 38,4% nel 2050 (dati Istat). Aumenterà anche l’aspettativa di vita, che oggi è di 84,4 anni per le donne e di 79,6 per gli uomini (entrambi i dati sono al di sopra della media europea). Nel 2050, infatti, si stima che la speranza di vita alla nascita sarà di 88,8 anni per le donne e di 83,6 anni per gli uomini. E’ molto importante considerare anche l’indice di vecchiaia: oggi è di 151,4 (con una media europea di 116,6) e nel 2050 si stima sarà di ben 264. Questo vuol dire che, ogni 100 under 15, ci saranno 264 over 65. E allora, perchè non lanciare già da ora dei progetti a favore degli anziani, che magari possano coinvolgere anche le generazioni più giovani? Pensiamo di quante risorse sono dotati i “nostri” nonni, e quanto valore hanno in quel welfare familiare che rappresenta un pilastro della cultura e della società italiana. Di seguito, in ordine rigorosamente casuale, i progetti per e con gli anziani secondo noi più belli.

  1. Nonni in prestito – Brunico (BZ): l’idea è della Caritas altoatesina, che ha ideato il progetto insieme al Comune ed alla Consulta degli Anziani di Brunico e a VKE (Associazione campi gioco e ricreazione). L’obiettivo è di avvicinare giovani e famiglie ad anziani desiderosi di mettersi al loro servizio e di dare un aiuto. I “nonni in prestito”, in sostanza, sono dei volontari che hanno scelto di donare il loro tempo libero alle famiglie, accompagnando, ad esempio, i bimbi in biblioteca o al parco e giocando insieme a loro. Il numero di ore da mettere a disposizione è a discrezione dei “nonni in prestito”, in accordo con le famiglie aderenti al progetto.
  2. Centro ABI – Piacenza: bambini e anziani insieme nella stessa struttura, che ospita sia un nido per l’infanzia sia una casa di riposo che un centro diurno. Il centro ABI (Anziani e Bambini Insieme), è stato realizzato dalla Cooperativa Sociale Unicoop, in collaborazione con Comune e Provincia, Regione Emilia-Romagna, Fondazione di Piacenza e Vigevano e Cariparma. In questo centro, gite, merende, giardinaggio, la cura dell’orto o i laboratori di cucina, pittura e lettura diventano momenti di vita in comune. Tutto sotto la supervisione di operatori che svolgono un lavoro di regia tra i singoli servizi e soprattutto tra i diversi “utenti”.
  3. Villaggio della Speranza – Bologna: si tratta di un vero e proprio villaggio, situato a Borgo Panigale, un’area immersa nel verde vicina al centro di Bologna. Qui, un intelligente connubio tra giovani ed anziani garantisce una vecchiaia serena, lontana dalla solitudine. È stato fondato nel 1991 e oggi accoglie 126 famiglie. Molte di queste, in realtà, sono anziani di oltre settant’anni che vivono soli, ma ci sono anche 18 giovani coppie, per lo più con figli, e persone straniere. Il villaggio è gestito dalla Fondazione Gesù Divino Operaio, è legato alla Caritas ed è frequentato da molti giovani bolognesi dal momento che all’interno ci sono numerosi impianti sportivi, campi di pallavolo, calcio, tennis e una palestra.
  4. Corso universitario sul “silver market” – Genova: è un corso tenuto dalla professoressa Maria Benedetta Spadolini presso la facoltà di Architettura dell’Università di Genova. Gli studenti hanno il compito di “adottare” un nonnino, osservarlo nella sua vita quotidiana per un’intera settimana ed elaborare progetti che possano migliorare la sua vita. Qualche esempio? Telecomandi e telefonini più grandi e di diversi colori, per evitare di confonderli. Nell’arco dei 3 anni di corso sono stati più di 200 gli anziani coinvolti.
  5. Invecchiare divertendosi – Orvieto (TR): la finalità di questo progetto è quella di implementare le attività della casa di quartiere di Fabro per contribuire al mantenimento delle facoltà degli anziani autosufficienti ed accompagnarli verso una serena anzianità. La casa di quartiere si configura come un servizio di prossimità per supportare l’anziano nelle attività quotidiane al fine di mantenerne la salute psico-fisica e le abilità. Il progetto intende implementare le varie attività svolte nella casa di quartiere tra cui: le attività motorie e ricreative, le escursioni culturali e ambientali, il cineforum e la lettura. Ad oggi vi partecipano 70 anziani.
  6. Civitas Vitae – Padova: si tratta di un laboratorio di solidarietà tra generazioni, una cittadella dove si trovano una residenza per anziani non autosufficienti, un centro d’infanzia, un autodromo didattico, il museo del giocattolo, il centro di formazione e ricerca Varotto Berto. E poi, ancora, un’officina per la creatività digitale, uno spazio coworking, due sale prova per musica e montaggio video. Oltre dodici ettari, praticamente una città nella città, percorsa da due chilometri di corridoi sotterranei in cui convivono differenti realtà: strutture sanitarie, luoghi di aggregazione sociale e culturale, palestre, abitazioni private e esercizi commerciali.
  7. Una ricetta per due – Roma: l’idea è organizzare un’attività imprenditoriale che dà avoro a neo maggiorenni che faticano a trovare un’occupazione. Devono occuparsi della preparazione e della consegna a domicilio di pasti (e cene) per anziani non autosufficienti. Il progetto prevede anche l’avvio di un servizio di catering destinato agli anziani soli che vivono in città. Promotori dell’iniziativa sono gli operatori della Cooperativa Sociale “Spes contra Spem” che gestisce case famiglia per minori e persone disabili.
  8. Prendi in casa uno studente – Milano: dalla collaborazione tra la Provincia di Milano, l’associazione “MeglioMilano” e altri soggetti privati è nata questa iniziativa, che mette insieme anziani soli e studenti in cerca di una sistemazione a costi contenuti. Obiettivo, la condivisione di bollette e spese quotidiane. Gli ospitati non pagano un vero affitto, ma partecipano mensilmente alle spese di casa con un rimborso di circa 250-280 euro, collaborano con piccoli aiuti e un po’ di compagnia. I pensionati soffrono meno la solitudine e ritrovano la gioia di sentirsi ancora utili. MeglioMilano raccoglie e registra le richieste, approfondisce la conoscenza di giovani e meno giovani che vogliono avvicinarsi all’esperienza; organizza gli incontri e offre la propria assistenza lungo tutto il percorso conoscitivo e di coabitazione.
  9. Caffè Alzheimer – varie città in Italia: sono luoghi di incontro e condivisione pensati per chi soffre di problemi cognitivi e per i familiari. Il progetto risponde al bisogno di socializzazione e dà all’anziano la possibilità di stimolare le capacità residue, fornendo spazi per la condivisione delle numerose difficoltà pratiche e per l’espressione delle emozioni, spesso inascoltate a causa dell’isolamento. Entro il 6 maggio, inoltre, sarà possibile partecipare al bando lanciato da GRG – Gruppo di Ricerca Geriatrica, in collaborazione con UniCredit Foundation, che mette a disposizione di 20 organizzazioni non profit la possibilità di seguire una formazione teorico-pratica per sviluppare competenze tecnico-gestionali sul tema. Tutte le info qui.
  10. Fourquette – Foggia: è un ristorante in cui nonni e studenti cucinano fianco a fianco, un progetto di ristorazione alternativa che mira a valorizzare i piatti della tradizione locale. Fourquette si definisce un “ristorantino atipico di cucina narrativa”, in cui “nonni” appassionati di cucina e studenti dell’alberghiero sperimentano la solidarietà intergenerazionale ai fornelli. Fourquette crea sviluppo economico attraverso la rivalutazione del passato, la condivisione del presente e la prefigurazione del futuro.
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